Riporto testualmente un breve, ma significativo, passaggio dell'articolo di Nicoletta Cottone pubblicato sul Sole 24 Ore del 17.03.2010, pensate, precisamente ad un anno dal 150° anniversario della ricorrenza dell'unità d'Italia…

In pratica l'etichetta "made in Italy", in base alla nuova legge, è consentita «esclusivamente per prodotti finiti per i quali le fasi di lavorazione», «hanno avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale e, in particolare, se almeno due delle fasi di lavorazione per ciascun settore sono state eseguite nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi è verificabile la tracciabilità».
"Il sole 24 ore"

"Intramontabile è sicuramente il fascino del made in Italy, dell'arte e della storia, della qualità dei nostri prodotti e dello shopping. Certo che tutto ciò che c'è di positivo intorno al Brand Italia sembra un po' offuscato dalla percezione di essere un Paese che non innova e che non sa rinnovarsi. Il Brand Italia è straordinario. La costante presenza nella top ten mondiale di molte ricerche, non solo di quella di FutureBrand, lo dimostra a pieno. Quello che dobbiamo fare, è aggiornarlo costantemente e renderlo, nella sua tradizione, ogni anno sempre più nuovo e innovativo. E' forse questo che non stiamo facendo per adesso, ma che dobbiamo con forza iniziare a fare in questi prossimi anni, ora."
"FutureBrand - citando il Sole 24 ore"

 

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